Area Culturale

In questa sezione del sito trovate tutti gli eventi culturali organizzati dalla nostra associazione come le conferenze "La Filosofia interroga la Scienza" tenutesi presso il C.N.R. di Roma (calendario 2017).
Vivere con Filosofia presenta: Gradiente e Dinamica della Terra - Prof. Carlo Doglioni Università La Sapienza - Presidente INGV - Sala Marconi CNR - 19/04/2017 h 16,00 Piazza Aldo Moro Roma

'La Filosofia interroga la Scienza' - 19/04/2017 - Sala Marconi CNR - Piazza Aldo Moro - Roma - h 16.00

Prof. Carlo Doglioni - Gradienti e Dinamica della Terra

In questi settanta anni si è affermato  un nuovo modo di pensare le cose che chiamiamo “cultura complessa”. L’essenza del complesso è una molteplicità di parti  che sono tra loro in interrelazione e  in cui la gerarchia è molto plastica, vaga, sempre in riformulazione e dipendente dalle necessità adattive.

Tutto è composto da parti ed interrelazioni che creano una dinamica che pone poi ogni sistema in essere/divenire in relazione con ciò che gli sta intorno. Questi sistemi hanno limiti spaziali e temporali, nascono e muoiono,  e nella loro danza reciproca all’interno di un ambiente/contesto che al contempo li determina e ne è determinato, danno vita al divenire di ciò che è, cercando l’adattamento e con esso le condizioni di possibilità per continuare ad esistere, il più a lungo ed al meglio possibile, autorganizzandosi.

A partire da queste premesse il Prof. Doglioni spiegherà  i concetti di  ‘gradiente’ applicati alla ‘geodinamica’  come concetti basilari  nell’ambito delle geoscienze. Gradienti di varia natura come per esempio quelli di pressione e temperatura determinano infatti la gran parte dei fenomeni naturali; in particolare quando sono applicati alle scienze della terra  dimostrano  che i ‘terremoti‘ altro non sono che l’espressione di gradienti di energia gravitazionale o elastica. Nell’ambito delle scienze sociali, i gradienti economici e di qualità della vita controllano la guerra o la pace e lo sviluppo dei popoli.

Genetica Medica - Prof Novelli foto1

Prof.re Giuseppe Novelli - CNR Roma

Genetica Medica - Prof Novelli foto2

Prof. Giuseppe Novelli - CNR Roma

16 Febbraio 2017

'Genetica Medica Pratica' - Prof.re Giuseppe Novelli - Rettore Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Rassegna: "La filosofia interroga la scienza" - CNR Roma

 

Particolare interesse ha suscitato la lezione magistrale del Prof. Giuseppe Novelli, illustre genetista di fama internazionale. Con il supporto di chiari e simpatici supporti visivi , il Prof.re ci ha fatto attraversare l’affascinante mondo della genetica e scoprire come l’errore chimico sia di estrema importanza per la mutazione del DNA e il conseguente insorgere di malattie.

E’ sufficiente che una o più lettere del codice sia diverso su tre miliardi di lettere presenti in una cellula per identificare la percentuale di  rischio d’insorgenza di una malattia.  Con la ricerca e l’innovazione oggi siamo in grado  di interpretare la mole dei dati  del DNA che, comparati con le analisi delle storie  familiari ereditate dall’ammalato, ci permettono di fare  una medicina preventiva ed individuare il farmaco giusto per ogni paziente! Un altro tipo di utilità della lettura del DNA è quella che ci permette di conoscere il futuro delle condizioni fisiche di una persona. In casi particolari, come negli sportivi, è molto importante che questi sappiano se saranno nelle condizioni  ottimali per poter praticare lo sport, onde evitare alti rischi di decesso , come è accaduto per alcuni calciatori. Oggi  fare il test , presso la struttura d’eccellenza dell’ UOC diretta dal professore presso il Policlinico di Tor Vergata, è molto più semplice di una volta. E’ sufficiente un prelievo di saliva o di sangue ( quest’ultima , in particolare per le diagnosi prenatali). Le ultime ricerche hanno fornito l’eccezionale scoperta delle proteine che ‘correggono’ l’errore . Queste sono capaci di ‘  cercare ‘ l’alterazione e di correggerla .

A tale proposito e per l’approfondimento di queste tematiche, la nostra associazione ha organizzato una visita presso la Mostra della Genetica allestita presso il Palazzo dell’Esposizioni di Roma il giorno lunedì 3 Aprile a cura della biologa F.Morichetti.

Vivace ed interessante il confronto con il pubblico che ha rivolto al Prof.re domande di vario genere: dal caso di Iara Gambirasio , di cui il prof.re è stato direttore di ricerca, alla raccolta dei dati genetici dei migranti, ai cosidetti ‘ supereroi ‘ ovvero coloro, circa 60 persone, attualmente conosciute che, pur avendo mutazioni genetiche, non evidenziano alcuna malattia.

 

Gli studi attuali del gruppo coordinato dal Prof. G. Novelli sono rivolti alla ricerca di cellule staminali fetali per la cura delle malattie ereditarie e allo sviluppo di nuovi farmaci in collaborazione con importanti case farmaceutiche americane ed europee. Altre ricerche sono focalizzate su studi di genomica e analisi multigenica con particolare riferimento alla psoriasi, alle cardiopatie congenite, alle malattie cardiovascolari, alla distrofia miotonica, alla fibrosi cistica. Di interesse sono inoltre le ricerche sulle sindromi da invecchiamento precoce di cui il gruppo del Prof. Novelli ha scoperto e descritto una delle cause genetiche principali di queste malattie.

La ricerca, lo sviluppo scientifico e gli avanzamenti tecnologici contribuiscono a creare nuove prospettive di benessere e hanno conseguenze importanti per la società.

Il Prof. Giuseppe Novelli si è occupato prevalentemente di tematiche di Genetica biochimica, Genetica umana, Genetica medica e Genetica molecolare. Nell’ambito di queste tematiche, il Prof. Novelli ha contribuito al clonaggio di numerosi geni, alla caratterizzazione di nuove mutazioni responsabili di malattie genetiche, allo studio dell’espressione e alla messa a punto di metodi originali per la diagnosi prenatale e postnatale. Negli ultimi anni le ricerche del Prof. Novelli sono state focalizzate a studi di genomica e analisi multigenica con particolare riferimento alla fibrosi cistica sviluppando metodi innovativi per la comprensione della patogenesi e di terapia genica. Di particolare rilevanza scientifica è la scoperta della causa di alcune malattie rare come una rara di Atassia, il nanismo di Laron, la sindrome MAD e la progerie. Il Prof. Novelli ha recentemente scoperto un nuovo marcatore genetico per la predisposizione all’infarto del miocardio e una nuova proteina per lo studio dei tumori (Ufd2).
Il Responsabile è autore e co-autore di oltre 300 pubblicazioni su riviste internazionali, 120 su riviste nazionali e 4 monografie. Il Prof. Novelli è titolare di 6 brevetti nel campo delle biotecnologie.

Ringraziamo la redattrice di Radio Impegno, Gaia Spera, per aver dato notizia dell'evento organizzato da "Vivere con Filosofia" nella trasmissione radiofonica TROVAIMPEGNO, una trasmissione che si occupa di informazione solidale, culturale e sociale, trasmessa ogni mattina dalle ore 7.00 alle ore 8.30 sulle frequenze 97.7 (condivise con Radio Città Futura).

Remo Bodei - Pensiero e macchina - CNR Roma 10-01-2017 ore 16,30 - evento organizzato dall'Associazione Culturale Vivere con Filosofia - Modera: Rosanna Buquicchio

La Filosofia interroga la Scienza: CNR 10/01/2017

Prof.re Remo Bodei - Pensiero e macchina

In origine il termine mechané significa “astuzia”, “inganno”, “artificio”. Soltanto più tardi viene a designare le macchine semplici (leva, carrucola, cuneo, piano inclinato, vite), le macchine da guerra e gli automi. Ma perché la macchina eredita i significati dell’astuzia e dell’inganno, di ciò che è “contro natura”. Perché per lungo tempo, non si riesce a spiegare il ‘miracolo’ del suo funzionamento, ad esempio il fatto che la leva, con piccolo sforzo, permette di sollevare grandi pesi?

Solo con Galileo ci si comincia a rendere conto che per padroneggiare la natura bisogna invece servirla, piegarsi alle sue leggi e alle sue ingiunzioni, traendo profitto dalla loro conoscenza. La meccanica diventa una scienza esatta, “razionale”,  perché si scoprono le leggi precise che descrivono i suoi fenomeni. Per la prima volta le macchine possono essere progettate attraverso calcoli esatti mentre l’uomo si serve delle energie naturali (vento, acqua, vapore, elettricità, atomo) per i suoi scopi.

Si affronterà nello specifico il problema dell’ origine delle calcolatrici meccaniche e dei ‘pensieri ciehi’ – che rappresentano una premessa alla nascita dell’informatica nel più ampio quadro dell’idea di macchina e della sua storia.

"Possono le macchine pensare?" o, in generale, "può esistere una mente intelligente non umana?". Problema drammatico, che sotto varie forme esiste da sempre; ricordo ad esempio che l'immaginario mitologico è ricco di creature intelligenti non umane, se volete anche più o meno artificiali. Un esempio famoso: il dio Vulcano, che era tra l'altro il meccanico degli dei, nella sua officina che stava nelle viscere della terra era aiutato da aiutanti meccanici, creature metalliche che aveva creato lui stesso e che lo aiutavano a costruire tra l'altro i fulmini per Giove. Un aiutante meccanico del genere oggi lo chiameremmo robot. Ecco dunque che il problema di che cos'è questo ente, che cosa prova, che tipo di intelligenza ha, ovviamente era sempre stato discusso, ma in termini necessariamente molto qualitativi. Turing, si pose nel saggio Macchine calcolatrici e intelligenza l'intendimento di commentare la domanda: "le macchine possono pensare?". Nella sua riflessione egli ha avuto l'enorme intuizione di trasformare questa domanda, che espressa così direttamente è abbastanza ambigua nella sua formulazione ed ha connotazioni soprattutto emotive, e quindi con tante implicazioni che non sono affatto operative, riuscendo a formularla in un altro modo.Di fatto quello che ha detto Turing è: lasciamo perdere il dibattito su che cosa sia l'intelligenza, cosa vuol dire pensare eccetera, perché ne abbiamo parlato per duemila anni e ancora non siamo d'accordo. Più o meno sappiamo tutti che cosa si intende essere intelligenti, ad un livello epidermico. Cerchiamo invece di capire se ora o in futuro è possibile costruire un oggetto che si comporta come un essere che noi riteniamo pensante. E questo è un problema non più filosofico ma operativo: riusciamo a farlo, sì o no? Se sì, come? Se no, perché? Per la prima volta si è potuto dire: sperimentiamo, andiamo a vedere che cosa succede in una sorta di laboratorio.

Paradosso del millennio

Entro il 2040, le macchine dotate di intelligenza artificiale compiranno l’incredibile sorpasso: La quantità di intelligenza che è possibile inserire in un apparato tecnologico non è limitata da alcun provvedimento normativo. Di questo passo, nel giro di qualche decina d’anni, la specie “vivente” dominante non sarà più l’umana ma quella delle macchine.Un esperimento condotto nel 2009 in Svizzera alla Ecole Polytechnique Fédérale of Lausanne non frena l’inquietudine. Mille robot, divisi in 10 gruppi differenti, erano stati programmati per accendere una luce in caso trovassero una buona risorsa, così da aiutare gli altri del medesimo team ad individuarla. Lo spirito collaborativo è presto scemato. Dopo 500 generazioni del rapido processo evolutivo, il 60 per cento queste macchine – forti di un imprevisto istinto di sopravvivenza – avevano imparato a “barare”. I robot “bugiardi” spegnevano la luce in caso di rinvenimento di qualcosa di buono e l’accendevano in prossimità di risorse pericolose o nocive così da ingannare i propri simili e riservare per sé ogni utilità.

La nostra risposta è quella espressa nel World Economic Forum: in sintesi ci sarà bisogno di problem solving, pensiero critico e creatività. E di capacità sociali. Insomma, di tutto ciò che non sa fare – per ora – una macchina o un software

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